Chi siamo

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Chi siamo2018-01-17T10:15:16+00:00

Mi chiamo Cristina Giambarresi,
sono un Mental Coach, Trainer di tecniche di apprendimento efficace, NLP Master Practitioner, creatrice del metodo Intelligentia Docet dedicato alle difficoltà di apprendimento e, a maggior ragione, all’apprendimento in generale.

Da piccola volevo fare il meccanico perché mi piaceva l’idea che l’automobile fosse il risultato di semplici meccanismi concatenati che creavano un mondo a sé.

Poi, in azienda (dove al massimo della mia carriera gestivo il team europeo di internal audit), ho imparato che una serie di attività portate avanti separatamente, quando si incastrano l’una con l’altra diventano un prodotto. Una serie di numeri a budget diventano il navigatore che col giusto pilota si trasformano in risultati in un bilancio e così via.

Ho imparato che un cocktail è il risultato di una serie di bevande che messe insieme nelle giuste quantità creano un’altra bevanda, più buona.

Il computer più potente sembrerà il peggiore se lo usiamo male perché i meccanismi si incastreranno l’uno con l’altro in maniera non ottimale.

E se tutto è il risultato di un modello che si inceppa o favorisce la creazione di qualcosa di più grande della semplice somma di elementi distinti, allora anche una persona, e ciò che ottiene in un ambito o nell’altro, sono il risultato di una serie di meccanismi che mettiamo in atto quando compiamo delle azioni.

E ne ho fatto la mia missione.

Ho lasciato il mondo aziendale per studiare i meccanismi di pensiero, sono diventata un Mental Coach, animata dalla luce che vedo negli occhi delle persone quando iniziano a cambiare nella direzione che cercano.

Ho studiato come funziona l’apprendimento perché la conoscenza è il motore, il cuore pulsante, che spinge ognuno di noi in una direzione o in un’altra.

Ho iniziato a studiare i disturbi dell’apprendimento fino a rendermi conto a 34 anni che, nonostante fossi molto brava in matematica, i numeri nella mia testa giravano e gli errori di calcolo non erano dovuti alla distrazione.

E allora ho fermato il mondo per un po’ per studiare quello che, da sempre, avveniva nella mia testa e le conseguenze che ne erano derivate.

Fino a elaborare la mia personalissima teoria su come veicolare nell’apprendimento e nella vita le abilità naturali del nostro cervello, quello che la nostra mente fa in maniera funzionale ma anche disfunzionale finchè non ne prendiamo le redini e le teniamo forte fino a quando l’impossibile diventa possibile e poi il possibile diventa fatto.

Vi è mai capitato di non saper risolvere un’equazione a scuola? Il motivo era sempre lo stesso: avevamo sbagliato strategia e l’equazione sembrava impossibile da risolvere.  Poi qualcuno ci dava una “strategia diversa” ed ecco che l’impossibile diventava possibile e poi un risultato.

Un team, una città, un paese, il mondo intero, visto coi miei occhi, è un insieme di persone.  Se ognuno trovasse il modo di diventare esattamente quello che vuole essere, sarebbe un ingrediente migliore che farebbe del mondo il miglior cocktail mai creato.

Perché in fin dei conti la vita è matematica e alla fine i conti tornano. Sempre.

Perché “Intelligentia Docet“?

Intelligentia Docet perché l’intelligenza (dal latino Intus: Dentro o Inter: tra e Legere: Leggere, comprendere) è l’abilità di comprendere a fondo, di leggere tra le righe della realtà. E chi meglio della nostra stessa abilità di comprendere può insegnarci (Docet, terza persona del verbo latino docere, insegnare) ciò che non abbiamo ancora compreso?

Ma se la nostra stessa capacità di comprendere dovrà mostrarci la strada dell’apprendimento, ID parte dal presupposto che il meccanismo con cui ognuno impara è la chiave dello stesso processo di apprendimento.