Dislessia

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Dislessia2018-01-17T10:15:17+00:00

Cos’è la dislessia

La Dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Con questo termine ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche.

La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. (…) La dislessia non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici.
Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La dislessia si presenta in quasi costante associazione ad altri disturbi.(…)

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Lettere che girano, traslano, roteano. Eppure, in teoria, stanno su un foglio o uno schermo a due dimensioni.

Quindi una persona dislessica percepisce in maniera diversa dei simboli su un foglio o su uno schermo.

Intelligentia Docet parte dal presupposto che la strategia di lettura comunemente insegnata è ottima, a parità di percezioni.

Ovvero, l’obiettivo primo di Intelligentia Docet è raggiungere la consapevolezza che alcune volte le percezioni di una persona che è in grado di pensare in maniera diversa, come Einstein era in grado di viaggiare su un raggio di luce e tornare indietro con la teoria della relatività, possono essere differenti. Questo è spesso il motivo di un problema comune a tantissime persone dislessiche: la mancanza di concentrazione.

logo_icona   Passo 1 – Gestione della concentrazione

Immagina di stare guardando il mondo attraverso le lenti di un cannocchiale in continuo movimento.

Ecco la sensazione che prova una persona dislessica quando si approccia a un testo ed ecco spiegata, ovviamente attraverso una metafora, la fatica che compie a completarlo.

Come cambierebbe invece la percezione se imparassi a bloccare quel cannocchiale?

A questo punto, dopo aver allenato la gestione delle percezioni posso iniziare il viaggio, passo dopo passo, nel mondo dell’apprendimento.

Perché in fondo, come si può definire una difficoltà di apprendimento senza definire l’apprendimento stesso?
Definiamo allora l’apprendimento per comprenderne meglio le varie fasi e tutti quando apprendiamo compiamo quattro passaggi:

a) Acquisizione delle informazioni attraverso l’ascolto e/o la lettura
b) Comprensione
c) Organizzazione
d) Ricordo

A questo punto siamo in grado di verbalizzarle.

logo_icona  Passo 2 – Decodifica del codice comune: le lettere dell’alfabeto e le loro combinazioni

La persona dislessica normalmente può potenziare la lettura lavorando sulla sua strategia di acquisizione delle informazioni.

Ovvero ha una difficoltà a decodificare il codice comune ovvero l’alfabeto nella sua forma base o una o più combinazioni di lettere attraverso cui si formano infine le parole.

 

logo_icona  Passo 3 – Strategie di organizzazione delle informazioni

Spesso si dice che una persona dislessica o legge o capisce, o che non capisce concetti semplici. A pensarci bene, se è vero che ascoltando qualcuno leggere per lui/lei i problemi di comprensione scompaiono, è vero anche che il problema sta probabilmente nella strategia di acquisizione delle informazioni attraverso la lettura che ha poi un impatto a cascata su tutte le altre fasi e impedisce alla persona dislessica di comprendere correttamente, organizzare le informazioni e quindi ricordarle.

A questo punto in teoria tutto dovrebbe andare meglio ma probabilmente faccio ancora fatica a ricordare!

 

logo_icona  Passo 4 – Tecniche e strategie di apprendimento efficace: Master in Learning

Una delle caratteristiche principali del pensiero dislessico è il pensiero sotto forma di immagine, ecco perché imparare a organizzare e ricordare le informazioni attraverso la memoria visiva (spesso confusa ma in realtà diversa dalla memoria fotografica), facilita e velocizza tantissimo l’interiorizzazione delle informazioni acquisite e comprese.

 

logo_icona  Passo 5 – Gestione dello stato d’animo

Ultimo ma non ultimo, trasversale a tutto il lavoro sulle fasi dell’apprendimento è una costante attenzione alla sfera emotiva, il nostro stato d’animo, infatti, può limitarci o, al contrario, fungere da catalizzatore ma nulla può essere lasciato al caso.

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